Fabio Piccini
  • Home
  • Chi sono
  • Progetti
  • Laboratori
  • Pubblicazioni
  • Blog
  • News
  • Archivio Newsletter
  • Contatti
    • Studio di Arezzo
    • Studio di Firenze
    • Studio di Rimini
  • Menu Menu

L’essenza del disturbo borderline di personalità

Settembre 25, 2025/0 Commenti/in Analisi Junghiana, Disturbi della personalità/da Fabio Piccini

disturbo borderline di personalitàQual è la vera essenza del disturbo borderline di personalità? Quando parliamo di questo disturbo, infatti, non ci riferiamo a una semplice etichetta psichiatrica. È piuttosto un’esperienza di vita complessa, un modo di sentire e di relazionarsi con gli altri che porta con sé una tensione continua tra il desiderio di essere amati e la paura di essere abbandonati. Chi vive questa condizione spesso si muove come su un filo sospeso tra due estremi: vicinanza e distanza, rabbia e tenerezza, speranza e disperazione.

L’essenza del disturbo borderline di personalità sta in una sensibilità acuta, quasi bruciante, che rende ogni legame affettivo intenso fino al limite della sopportazione in quanto non si riesce a trovare la giusta distanza emotiva dagli altri. Le emozioni sono disregolate e arrivano come onde improvvise, violente, difficili da contenere. Non si tratta di “esagerare”, ma di vivere con un sistema sensoriale sempre acceso e ipersensibile al minimo segnale di rifiuto.

Un piccolo ritardo in una risposta, uno sguardo distratto, una parola mal interpretata possono accendere la tempesta: il mondo interiore diventa subito instabile, oscillando tra la certezza di non valere nulla e la ricerca disperata di conferme. È come se il confine che separa sé stessi dall’altro fosse fragile, poroso, sempre a rischio di crollo.

In origine il termine “borderline” indicava una posizione di confine tra nevrosi e psicosi, ma oggi sappiamo che è molto più: è un modo doloroso e complesso di costruire un’identità che dipende fortemente dagli altri. L’altro diventa uno specchio indispensabile per sentirsi vivi, ma al tempo stesso minaccioso perché può sempre svanire o tradire.

Tra le manifestazioni più difficili da comprendere dal di fuori c’è l’autolesionismo. Per chi vive il disturbo borderline, atti come il ferirsi, il tagliarsi, il bruciarsi, o altri gesti di autolesionismo cosiddetti “di natura non suicidaria” rappresentano una strategia immediata per regolare emozioni intollerabili. In momenti di angoscia, la sofferenza emotiva può essere così travolgente che il corpo diventa il luogo in cui convertire quel caos in qualcosa di tangibile, controllabile e (paradossalmente) rassicurante.

L’autolesionismo, perciò, va letto come un linguaggio: un modo di dire “aiutami” quando le parole mancano, e una tecnica di sopravvivenza che dà sollievo temporaneo a emozioni che altrimenti travolgono. Questo non lo giustifica, ma lo rende comprensibile. Dietro ogni gesto c’è una richiesta di contenimento, di riconoscimento, la prova che il dolore esiste e che qualcuno lo prenda sul serio.

Comprendere l’essenza del disturbo borderline di personalità significa spostare lo sguardo: non giudicare la persona come “manipolativa” o “pericolosa”, ma coglierne la vulnerabilità radicale e offrire percorsi di cura che insegnino modi più sicuri ed efficaci per regolare le emozioni. Terapie specifiche, relazioni terapeutiche stabili e rete di supporto possono trasformare la sofferenza in un percorso di riparazione.

Lo stesso vale per quelle sensazioni di derealizzazione e depersonalizzazione che rappresentano il cosiddetto stile delirante del disturbo, ovvero un delirio scatenato da crisi relazionali che a differenza di quello della schizofrenia rimane sempre transitorio, brevissimo, atipico, potremmo chiamarlo quasi un “pulviscolo psicotico” che però non scivola mai nella psicosi. Eppure, fa soffrire (e tanto) i pazienti quando lo sperimentano.

Ecco perché parlare di borderline è anche parlare di responsabilità collettiva: ascoltare senza stigmi, informarsi, offrire aiuto concreto. Perché il bisogno più profondo resta sempre lo stesso — essere visti, contenuti e riconosciuti. E questo non è facile.

Non è facile perché non esiste una tipicità in questo disturbo, e così ogni volta che lo identifichiamo in un paziente dovremmo chiederci: “come e quanto è borderline questa persona che ho davanti a me?” Una domanda non facile da farsi per chi non è uno specialista addestrato in materia.

Tags: Autolesionismo non suicidario, depersonalizzazione, Derealizzazione, Disregolazione emozionale, Distanza emotiva
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
https://www.fabiopiccini.com/wp-content/uploads/2025/09/depression-388872_1280.jpg 1271 1280 Fabio Piccini http://fabiopiccini.com/wp-content/uploads/2023/02/1.png Fabio Piccini2025-09-25 15:53:132025-09-26 13:45:25L’essenza del disturbo borderline di personalità
Potrebbero interessarti
I rischi della meditazione
Perché l’IA può essere un pessimo terapeuta Perché l’IA può essere un pessimo terapeuta
Le fatiche dell’adolescenza
Comprendere la disforia di genere Comprendere la disforia di genere
Adolescence. Una serie TV
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Benvenuto nel mio sito

Se concordi con l’ipotesi che l’obiettivo della terapia sia quello di consentire all’individuo di sperimentare qualcosa di più grande di sè stesso, di aprire il linguaggio dell’inconscio e di scoprire il significato della vita, amerai la psicologia analitica.

CONTENUTI RECENTI

  • La crisi di mezza età e i suoi rischi
    La crisi di mezza età e i suoi rischiOttobre 22, 2026 - 2:47 pm
  • AI fuori controllo: l'angoscia della fine del mondo
    AI fuori controllo: l’angoscia della fine del mondoOttobre 5, 2026 - 7:48 am
  • I nuovi antidepressivi ad azione rapida
    I nuovi antidepressivi ad azione rapidaSettembre 22, 2026 - 1:38 pm
  • Ecoansia: la nuova angoscia dei giovani
    Ecoansia: la nuova angoscia dei giovaniSettembre 9, 2026 - 7:54 am
  • Perché i due sessi reagiscono differentemente agli psicofarmaci?
    Perché i due sessi reagiscono differentemente agli psicofarmaci?Agosto 20, 2026 - 12:06 pm
  • I sogni di animali nella psicologia junghiana
    I sogni di animali nella psicologia junghianaAgosto 2, 2026 - 10:25 am
  • La magia della psicoterapia
    La magia della psicoterapiaLuglio 13, 2026 - 8:24 am

Iscriviti alla Newsletter

Blogroll

    • AB.it
    • ARAS
    • IAAP
    • L.I.R.P.A.
    • La Vita Felice
    • Labyrinthos
    • Mythica
    • Ri-Vedersi
    • Serpentina
    • The Alchemy Website
    • The Dream Tree
    • The Jung Page
© Copyright 2026 - Fabio Piccini. P.I. 01952340402. Iscritto all' Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Rimini con il numero di iscrizione 00958. - Enfold Theme by Kriesi
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
Collegamento a: Un episodio delirante acuto indotto da sostanze; il caso di Alessio Collegamento a: Un episodio delirante acuto indotto da sostanze; il caso di Alessio Un episodio delirante acuto indotto da sostanze; il caso di Alessioepisodio delirante acuto indotto da sostanze Collegamento a: Longevity e salute: vivere meglio più a lungo Collegamento a: Longevity e salute: vivere meglio più a lungo longevity e saluteLongevity e salute: vivere meglio più a lungo
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
imunify-bot-check